XVII incontro nazionale dei giovani in servizio civile

Il 12 marzo scorso ho partecipato al XVII incontro nazionale organizzato da Caritas Italiana – racconta Katia Forino, volontaria del Servizio civile Universale, che presta servizio alla Caritas diocesana – incontro destinato ai giovani in servizio civile, la cui esperienza ormai è agli sgoccioli.

Dalla Campania siamo partite solo in due: io e Snizhana Makarchuk, anche lei di origine ucraine ma che vive a Carinola, della diocesi di Sessa Aurunca.

È stata scelta questa data perché ricorre la festa liturgia di san Massimiliano di Tebessa, martire e obiettore di coscienza. Oltre alla figura di san Massimiliano, l’incontro si è concentrato nel ricordo e ci ha permesso di immergerci e ripercorrere i passi di don Lorenzo Milani, nel centenario della sua nascita.

Don Milani, nonostante provenisse da una delle famiglie più ricche di Firenze, scelse di condividere le sue ricchezze con gli altri, ma a parer mio la ricchezza più grande che ha donato ai più giovani è la sua conoscenza.

Nel 1954, in seguito alla decisione della Curia di Firenze, fu mandato a Barbiana, una piccola frazione nel comune di Vicchio, provincia di Firenze. Qui don Milani si trovò una realtà ben diversa e isolata rispetto a quella da cui proveniva, ma non si fece abbattere e fondò un centro destinato ai ragazzi. Si trattava solamente di due stanze, una per piano, dove don Lorenzo insegnava gratuitamente ai ragazzi. Aveva anche fatto costruire una piccola piscina che serviva ai ragazzi non solo ad imparare a nuotare ma anche a superare le loro paure.

La piscina del centro di Barbiana

Il motto del suo centro era ed è tuttora I CARE che tradotto dall’inglese significa MI IMPORTA, MI STA A CUORE, in totale contrapposizione al “me ne frego” fascista che spadroneggiava negli anni precedenti.

Adesso il centro di Barbiana è diventato un luogo da visitare, dove possiamo ripercorrere i passi che don Lorenzo ha fatto con i suoi ragazzi.

Sulle pareti del centro possiamo trovare la mappa dell’Europa come è cambiata dopo la Seconda guerra mondiale. La guerra, probabilmente, è stata una delle cause principali per cui don Milani aveva deciso di trasmettere le sue conoscenze ai ragazzi poiché, per don Milani, non tutte le guerre si combattono con le armi. Don Lorenzo conosceva anche ben 9 lingue e questo è un altro punto fondamentale per riuscire a diffondere il proprio pensiero non solo nella terra nativa, ma nel mondo.

La figura di don Milani mi ha molto colpito perché, a parer mio, possiede una virtù che se utilizzata in un modo appropriato può ottenere cambiamenti significativi e diffondere messaggi importanti: la virtù della disobbedienza. Non è detto che dobbiamo attenerci alle regole della società per ottenere qualcosa, è quello che ha fatto don Milani nonostante l’intento della curia fiorentina fosse quello di “emarginarlo” e di privarlo da tutte le “comodità”.

La figura di don Lorenzo Milani trasmette ai giovani un messaggio fondamentale: non dare mai nulla per scontato di quello che fate e di quello che imparate o studiate, poiché non potete mai sapere cosa vi riservi il futuro.

Un messaggio che ho subito sentito mio, perché per esperienza personale mi trovo a contatto con molte persone ucraine, in quanto io stessa sono di origine ucraina, ma vivo da circa 23 anni in Italia. Non ho mai dimenticato la mia lingua nativa e adesso ho la possibilità di aiutare i tantissimi rifugiati di guerra che si rivolgono alla Caritas diocesana.

Katia Forino

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https://youtu.be/bIVacIlxL7c

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